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VENERDI' 16 MAGGIO DONAZIONE DEL SANGUE A GAVOI
il 11 maggio 2014 alle 11:57:00 da webmaster. IT - GAVOI 2013

Dalle ore 7.30 alle ore 12.00 Piazza Sa Serra c/o distributore IP Gavoi

PERCHE' DONARE FA BENE! 



 

Perché donare sangue fa bene alla salute

Pochi sanno che al donatore vengono garantiti ogni anno una serie di controlli e test gratuiti con particolare attenzione a colesterolo, glicemia e trigliceridi

Donare sangue fa bene anche al donatore. Non perchè si sottopone a un salasso (utile per le malattie da  accumulo di ferro nel sangue, oggi poco praticato), ma perché l’azione del donare comporta una presa di coscienza dell’individuo, che è stimolato a mantenere uno stile di vita sano. Donare sangue, quindi, vale il doppio, perché salva la vita a chi riceve il sangue e mantiene sano il donatore. Infatti, il sangue raccolto, prima di arrivare al letto del paziente, è controllato sia per scoprire la presenza di virus infettivi che possono trasmettere epatiti e Aids, sia per scoprire valori ematochimici che possono rivelare malattie del donatore.  

LA SALUTE DEL DONATORE - Ma i controlli sul sangue prelevato non bastano. Una caratteristica, tutta italiana, è il coinvolgimento del donatore, il quale non deve essere occasionale, ma far parte di una organizzazione che lo segue nel suo percorso di donatore. La contropartita, per il donatore, è avere la certezza di essere sano. E questo gli viene confermato dai costanti controlli che vengono eseguiti sul suo sangue, attraverso una visita e un colloquio e poi attraverso l’esecuzione di test specifici.

LA VISITA -  Il primo contatto con le organizzazioni che si occupano di raccogliere il sangue (l’Avis, in primis, ma anche molte Associazioni esistenti in tutte le Regioni e Province, collocate nei centri trasfusionali degli ospedali) avviene con la visita medica per raccogliere i dati sullo stile di vita del donatore, sulle eventuali sue malattie, sulle sue abitudini sessuali. «Non si fanno discriminazioni fra eterosessuali e omosessuali – precisa il dottor Domenico Giupponi, presidente dell’Avis regionale Lombardia – ma si guarda al tipo di rapporti sessuali consumati che non deve  essere a rischio. Se c’è stato un contatto con un partner occasionale e senza protezione, il donatore viene escluso. Comunque, i test che facciamo oggi ci permettono di scoprire la presenza di infezioni anche se non vengono esplicitamente espressi i contatti occasionali. Il nostro obiettivo, comunque, è instaurare un contatto diretto e sincero con il donatore, la migliore garanzia per un sangue sicuro».

GLI ESAMI – Della visita fanno parte, quindi, i test infettivologici per la sifilide, le epatiti e l’HIV, perché è importante non trasmettere tali infezioni al ricevente. Tali test vengono eseguiti ogni volta che ci si presenta per la donazione (quattro volte per l’uomo e due volte per la donna). Annualmente, poi, il donatore, viene sottoposto ad esami ematochimici e di controllo del sistema epatico, renale e metabolico, con particolare attenzione al colesterolo, alla glicemia e ai trigliceridi. «E’ come avere un check-up annuale e gratuito – aggiunge Gipponi – che può mettere in evidenza uno stato di sofferenza. E se scopriamo anomalie, invitiamo il donatore a consultare il suo medico o a servirsi della nostra consulenza. A 18 mesi un’altra visita di controllo e se si evidenziano problemi di salute importanti, il candidato viene invitato a sottoporsi ad esami diagnostici specialistici e senza alcuna spesa per lui».

Ecco perché il donatore di sangue è il cittadino più controllato a spese dello Stato. Almeno fino a che non si scoprirà un sostituto del sangue con un liquido artificiale. La donazione di sangue, quindi, non è pericolosa per nessuno, né per chi lo dà e né per chi lo riceve.

leggi l'articolo dalla fonte fondazioneveronesi.it

 

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