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CONTINUI ATTI VANDALICI? O AZIONI MIRATE?
il 08 aprile 2008 alle 15:57:00 da webmaster. IT - GAVOI 2008

 Lo hanno sradicato senza troppi scrupoli insieme a un’altra trentina di querce e mandorli che i volontari della Prociv-Arci di Gavoi avevano messo a dimora lo scorso 19 aprile durante la festa degli alberi. Era il giovane leccio che Dina Dore aveva piantato con la sua piccola Elisabetta, pochi giorni prima che un gruppo di balordi la uccidesse nel garage di casa.



 Un altro gruppo di balordi, la scorsa notte, ha voluto strappare via anche questo tenero ricordo per la famiglia Rocca-Dore. Probabilmente è stato un caso, solo un maledetto caso che i vandali, nella loro furia, abbiano travolto anche il leccio con la targa «Elisabetta», ma è successo.


 La reazione.

E il paese, per l’ennesima volta, si è ribellato con rabbia e decisione. Perché a poche ore dalla scoperta del raid vandalico, nelle campagne all’ingresso di Gavoi per chi arriva da Lodine, gli amici della Prociv-Arci avevano già deciso di rimboccarsi le maniche, recuperare in tutta fretta pale e vanghe, e dirigersi nelle campagne alla periferia del paese per rimettere ogni cosa al suo posto e cancellare ogni traccia dei teppisti.

C’era anche uno dei responsabili dell’associazione, Giorgio Lai, ieri pomeriggio, tra i tanti che si sono dati da fare per eliminare i segni lasciati dai teppisti. «Vandali, molto probabilmente si tratta di vandali di ritorno da qualche festa», commentava ieri pomeriggio, sconsolato mentre osservava i segni della furia notturna.
 La scoperta. La notizia si era sparsa solo poche ore prima, in una comunità dove niente, da quel terribile mercoledì nel quale è stata uccisa la povera Dina Dore, è più come prima. Dove ogni cosa, ogni fatto, ogni mancanza, viene letta come collegata in qualche modo a quel brutto episodio.

È accaduto ieri mattina, in paese, quando di buon’ora un abitante di Gavoi che percorreva la strada che dal centro abitato porta a Lodine, guardando dal finestrino si accorge che nella vicina campagna ci sono decine di alberi sradicati. E poi, aguzzando la vista, riesce a scorgere altrettanti paletti stradali buttati in mezzo all’erba. Il gavoese allora si ferma, scende dall’auto, tocca con mano i segni del raid e senza perdere altro tempo dà subito l’allarme. Di telefonata in telefonata la notizia si sparge nel paese. Riscoppiano malumori e preoccupazione. Perché è un altro segnale che qualcosa certamente non va come dovrebbe. In altri tempi, in pochi ci avrebbero dato attenzione ma dopo le ultime settimane nessuno riesce a far finta di niente. Sebbene tutti ritengano che la presenza del leccio dedicato alla piccola Elisabetta, tra quelli sradicati fosse solo una coincidenza. Niente di più.
 Gli altri episodi. Del resto, non è neanche la prima volta che i soliti ignoti scatenano la loro rabbia contro alberi e segnali stradali. Forse in questo caso lo hanno fatto al termine di una festa, dopo aver ingurgitato qualche bicchiere di troppo ed essersi messi alla guida sbronzi e incapaci di comprendere.

Ma la rabbia e la fatica che ci sono volute per mettere a segno il raid della scorsa notte fa capire che stavolta c’è stata la piena volontà di colpire. Era davvero uno spettacolo desolante, quello che si presentava ieri mattina agli occhi della gente. Una trentina fra lecci e mandorli sradicati e lasciati a terra, tra il verde della campagna. In mezzo, tanti paletti e segnali stradali divelti.
  La festa degli alberi.    Si respirava decisamente un’altra atmosfera, lo scorso 19 aprile, quando quegli stessi alberi erano stati messi a dimora in mezzo a tanti genitori emozionati e ai loro bimbi. Erano i piccoli nati nel corso del 2007. I veri protagonisti di una festa che la Prociv-Arci aveva voluto chiamare «Un albero per ogni bambino nato».

C’erano anche Dina Dore e la sua Elisabetta di appena 8 mesi e mezzo, tra tante mamme e papà festanti. Lei imbacuccata in un piumino, con la sua tenera bimba in braccio. A mettere a dimora un piccolo leccio con una targa altrettanto minuscola. E un nome inciso «Elisabetta». Dopo il raid della scorsa notte è stato rimesso al suo posto. Ed è stato fatto proprio nel giorno in cui un’altra festa, quella di Sant’Antioco, si celebrava in tono minore per via del delitto Dore.


  Le indagini.     L’inchiesta, intanto, va avanti senza particolari colpi di scena. Proseguono controlli nelle case, perquisizioni e battute nelle campagne. Di certo si sa che il ministero dell’Interno, data la complessità della vicenda, le modalità del delitto e l’impatto che ha avuto sulla comunità, ha dato priorità assoluta al caso Gavoi. Questo significa che i reperti prelevati dal garage di casa Rocca-Dore passeranno in cima tra quelli da analizzare che arrivano da tutta l’Italia. Ma ci vorranno ancora diversi giorni prima che arrivino i risultati delle perizie.
FONTE NUOVASARDEGNA.IT

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