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"G" COME GAVOI, NEI 150 ANNI DI MICHELE SERRA
il 18 marzo 2011 alle 09:20:28 da Repubblica.it.


Gavoi - Piccolo borgo barbaricino dove si tiene (spero si tenga ancora) un festival di letteratura. Ho visto pastori e operai partecipare a dibattiti sul noir francese e interloquire su quanto accade nell' universo mondo. Nessuno, in Italia, parla un italiano forbito e nobile così come il popolo sardo. La Sardegna è la quarta regione italiana per numero di librerie.

repubblica.it 17/03/2011 di michele serra

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qui tutto l'articolo.

 

 

Alfabeto italiano Dalle Alpi fino allo zibibbo perché qui la vita è dolce

 LE RAGIONI di sofferenza, nell' essere italiani, sono arcinote e in fondo condivise. Meno dibattute, e anche meno sedimentate, sono le ragioni di gratificazione e di gioia che l' identità italiana può consegnarci. Queste sono le mie, non necessariamente paradigmatiche o condivisibili. Ognuno provi a ripassare le sue.

Alpi - Cintura montuosa di impareggiabile bellezza, chiude inequivocabilmente a Nord la penisola italiana. Pochi paesi al mondo possono vantare un confine così netto. Sotto le Alpi è Italia, sopra le Alpi no, tutto il resto è pura illazione politica.

Bonatti - Walter Bonatti è uno dei più grandi alpinisti-esploratori della storia. Uomo di costituzione fisica e psichica inattaccabile, ha sempre opposto i suoi princìpi ferrei ai compromessi politici e commerciali. Ha impiegato cinquant' anni per far valere la sua ricostruzione della conquista italiana del K2, molto diversa dalla verità ufficiale. Ne avrebbe aspettati altri cinquanta, o cento, pur di non tradire la propria coscienza.

Caffè - Tratto costitutivo dei nostri luoghi urbani tanto quanto le chiese e i municipi. Impensabile una città italiana senza i caffè con i tavolini all' aperto. Leggere il giornale al tavolino di un caffè in una mattinata di sole è uno degli ingredienti inconfondibili della felicità italiana.

Diaspora - Gli italiani espatriati sono tanti quanti quelli residenti: si calcolano in circa sessanta milioni. Impossibile frequentare le lande più remote del pianeta senza trovare un italiano o un post-italiano. La nostra diaspora è stata prodotta dalla fame e risolta dalla migrazione, dal lavoro e da una quasi prodigiosa adattabilità. I migranti italiani, disarmati, hanno conquistato più mondo di tutti gli eserciti messi insieme.

ENI - L' epopea dell' Ente Nazionale Idrocarburi e del partigiano democristiano Enrico Mattei merita di essere riletta e forse anche riscritta. Miserie parastatali e manfrine politico-affaristiche non valgono a offuscarla. Come mi disse un vecchio ingegnere in pensione in un ascensore di San Donato Milanese, «abbiamo insegnato al mondo come si mettono giù i tubi». Vedi La chiave a stella di Primo Levi. Vedi anche il capitolo sull' Eni in Poteva andare peggio di Mario Pirani.

Fabrizio De André - Esempio ineguagliabile di come l' arte possa e debba essere popolare e colta senza contraddizione alcuna. Mia figlia (21 anni) mi ha regalato tutto De André anche se sapeva che ce lo avevo già. Le generazioni si parlano usando bellezza e poesia.

Gavoi - Piccolo borgo barbaricino dove si tiene (spero si tenga ancora) un festival di letteratura. Ho visto pastori e operai partecipare a dibattiti sul noir francese e interloquire su quanto accade nell' universo mondo. Nessuno, in Italia, parla un italiano forbito e nobile così come il popolo sardo. La Sardegna è la quarta regione italiana per numero di librerie.

Identità - Quella italiana è fragile e composita. Piuttosto che lamentarcene, dovremmo apprezzarne la naturale indisponibilità a generare nazionalismi ottusi e sciovinismi ringhiosi. Anche per questo il nazionalismo fascista fu un' invenzione infausta, e perdente.

Lavoro - Poveri di materie prime e di fonti energetiche, abbiamo imparatoa far funzionare le mani come nessun altro. C' è un ingegno manuale italiano che vale quanto il celebrato ingegno artistico. Analfabeti seppero forgiare oggetti meravigliosi. Persone umili trovarono forme geniali. Il mito del "fatto a mano" trova in Italia il suo acme. Uno dei migliori ristoranti italiani, Guido a Pollenzo, è dominato da una struggente gigantografia delle Mani della Madre, artefice del raviolo perfetto. È una rappresentazione sacra.

Meticciato - Continuamente invasi da eserciti di ogni risma e provenienza, ne abbiamo tratto infiniti lutti ma anche un grande vantaggio: siamo un popolo meticcio. Non esiste un "soma italiano". Ci sono italiani con facce arabe, germaniche, slave, turche, impastate con i precedenti archetipi latini, greci, etruschi, fenici, goti. Più varie ed eventuali. Basta consultare un qualunque manuale di genetica per sapere quanto più sano e fecondo è il melting-pot cromosomico rispetto alla triste e sterile endogamia. Chi non si mischia è perduto.

No - Nel Bel Paese dove il sì suona, alcuni gloriosi "no" punteggiano di coraggio un lungo tracciato di obbedienza e conformismo. Il no di Giordano Bruno, quello dei Valdesi, quello dei giacobini napoletani, quello degli insorti e dei volontari del Risorgimento, quello delle lotte operaie e contadine, quello dei partigiani, quello di don Milani, quello dei preti antimafia, quello di Guido Rossa, quello di Peppino Impastato. E ne ho dimenticati molti.

Olio - Con il vino e il pane di frumento completa la trinità dei cibi sacri alle civiltà nate attorno al Mediterraneo. Regalare olio d' oliva o riceverlo in regalo è un omaggio alla potenza della vita. Le radici dell' ulivo rigenerano, anche per millenni, la vita della pianta. Senza la forma ritorta dal vento degli ulivi, il paesaggio meridionale sarebbe irriconoscibile. Alcuni designer italiani sono riusciti addirittura a concepire oliere che non sgocciolano. È una prova di genio indiscutibile.

Pasolini - Raro caso di sommo intellettuale anche sommo artista, e viceversa. La breve, muta sequenza di Caro Diario con la gita in Vespa verso i luoghi del suo martirio è una delle pagine più intense e pietose del cinema italiano. Vedi anche Lamento per la morte di Pasolini di Giovanna Marini. Da inserire nei programmi scolastici.

Quartiere - La vita di quartiere consente agli abitanti di molte grandi città italiane una semplificazione logistica e un agio psicologico formidabili. «Il mio quartiere è come un paese»è frase tipica del romano o del milanese che nel giro di trecento metri da casa trova ogni conforto. Le ragioni economiche che spingono verso la chiusura delle botteghe e l' apertura degli ipermercati, ancorché legittime, sono oggettivamente anti-italiane.

Riassunto - A parte il deserto e la foresta pluviale, l' Italia è un incredibile riassunto del pianeta. Si va dai ghiacci abbacinanti alle arsure para-africane. Dalle spiagge tropicali alle brughiere nebbiose. In Italiaè sempre estatee sempre inverno, basta spostarsi di pochi centimetri sulla carta geografica.

San Francesco - Patrono d' Italia. La sua fede solare, mite e riconoscente spicca, per contrasto, nel percorso di mortificazione e punizione di quasi tutte le religioni conosciute. Impossibile non amarlo anche per i miscredenti. Fa specie constatare che san Pio di Pietrelcina, cupo e dolente, fosse un frate cappuccino e dunque appartenesse all' ordine dei francescani. Non fu mai visto sorridere.

Tavola - Povera o ricca, la tavola imbandita è l' anima di ogni casa italiana. Infelice la casa dove non si apparecchia per gli amici. Le cucine regionali italiane sono un' enciclopedia vivente della sconfitta della penuria, dell' abbandono, della fame. La recente tendenza a unificare cucina e soggiorno rende omaggio alla nostra storia contadina e smentisce il vezzo borghese di separare il cibo, con i suoi odori e i suoi fumi, dalla conversazione. Ci sono tavoli pluricentenari che hanno visto molte generazioni discutere, litigare, odiarsi, amarsi. Nei letti si nasceva e si moriva, ma è attorno al tavolo che si viveva.

Vendemmia - Nonostante le enotecnologie raffinate, decidere il giorno della vendemmia è ancora l' atto decisivo del vinificatore. Grandine e siccità sono in agguato. Attorno alla vendemmia resiste un' aura ancestrale, fatta di esperienza, talento, divinazione e fortuna. Tra settembre e ottobre, in molte zone d' Italia, italiani meditano, tastano, rimandano, decidono. Il loro rapporto con il cielo è intenso come capita solo ai naviganti.

Zibibbo - È una delle tantissime parole arabe che arricchiscono la nostra lingua. Viene prodotto nei lembi più meridionali del nostro paese, dove il sole è potente e il secco quasi africano. Incredibile come abbiamo potuto rimuovere, negli ultimi secoli, la vicinanza estrema con l' Africa, nostro confine meridionale. Ascoltare Creuza de ma di De André: nel genovese i vocaboli arabi sono centinaia. I genovesi sembrano un ibrido tra gli arabi e gli inglesi. Dunque molto italiani. WWW.REPUBBLICA.IT 17/03/2011 MICHELE SERRA  

 

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