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Sardegna, Renato Soru si dimette
il 26 novembre 2008 alle 10:23:58 da webmaster.


Ho servito con tutta l'onestą possibile di cui sono capace

«Non sarà l'ultimo giorno della mia esperienza politica», l'ha sottolineato Renato Soru, nell'intervento nell'aula del Consiglio regionale durante il quale ha annunciato le sue dimissioni.
«Voglio mantenere salda la mia chiarezza, i principi che hanno ispirato la mia esperienza fino ad adesso. Ho cercato di riflettere su cosa sia più utile per la Sardegna e i sardi, non per me. Pur nella consapevolezza del momento difficile nel mondo, in Italia e in Sardegna, credo che la cosa migliore per i sardi sia chiarire immediatamente lo stato della maggioranza alla quale hanno dato fiducia fino a oggi».
Soru ha detto che domani mattina formalizzerà la scelta e che utilizzerà i prossimi giorni per valutare la situazione, difendendo il suo operato.
«Ho servito con tutta l'onestà possibile di cui sono capace, mettendo al primo posto l'interesse dei sardi e credo - ha concluso - di servirlo anche oggi con la mia decisione».

 

 

L'aveva detto in mattinata, lanciando un velato avvertimento ai suoi nel sul primo intervento in Consiglio regionale dall'inizio dell'esame della nuova legge urbanistica. «Il Piano paesaggistico regionale è stato parte fondamentale di questa legislatura. Disconoscerlo, in qualunque modo, è un fatto grave, che dovrà essere preso nella giusta considerazione da parte di tutti noi», aveva dichiarato il presidente della Regione Sardegna, invitando a votare per un emendamento di sintesi della Giunta che avrebbe consentito alla Regione di approvare la seconda parte del Ppr con le nuove procedure previste dalla legge in discussione, ma con la verifica di coerenza effettuata sulla base delle vecchie linee guida.

Ma in serata la Giunta è andata sotto due volte. La prima, proprio su questo punto, la seconda su un altro emendamento all'articolo 43. Una parte di un emendamento della Giunta all'articolo 43 sulla Verifica dell'operatività del vigente piano paesaggistico regionale è stata respinta dal Consiglio regionale. Il provvedimento non approvato prevedeva che fosse la Giunta regionale a integrare e razionalizzare le norme tecniche di attuazione del vigente Piano Paesaggistico regionale anche per ciò che riguarda i criteri di semplificazione urbanistica e accelerazione delle fasi dei procedimenti autorizzativi contenuti nella legge in discussione.

Non si trattava di un no da nulla, il provvedimento non approvato avrebbe dovuto sostituire la vecchia normativa del 1989 per completare il programma di governo del territorio voluto da Soru, cominciato con la legge «salvacoste» del 2004 e proseguito con il Piano paesaggistico.

Tra gli aspetti caratterizzanti della legge urbanistica, ora di fatto congelata, ci sono: la conferma del divieto di inedificabilità assoluta nella fascia dei 300 metri dal mare; il principio della compensazione con aree o crediti volumetrici per i proprietari di beni immobili da vincolare per rilevante interesse pubblico; gli incentivi per l'utilizzo di materiali non inquinanti e che favoriscano il risparmio energetico; il sistema del silenzio-assenso nelle concessioni edilizie.

Dopo la bocciatura dell’emendamento determinante, avvenuta a scrutinio palese (con 55 voti contrari e 21 a favore), Renato Soru ha annunciato le sue dimissioni da presidente della Regione Sardegna. Non si può governare – ha spiegato - «se manca la fiducia della maggioranza». E la maggioranza è apparsa spaccata proprio su un punto nodale come l’urbanistica sarda. Non restava che trarne le conseguenze. Adesso Soru, o meglio dal momento in cui formalizzerà per iscritto la sua decisione – e l’atto formale è previsto entro mercoledì mattina -avrà trenta giorni di tempo per ripensarci o trovare circostanze meno avverse che gli permettano di proseguire il mandato. Poi la rinuncia all'incarico avrà efficacia provocando lo scioglimento anticipato del Consiglio regionale a meno di sei mesi dalla scadenza naturale – cioè nella primavera 2009 - della legislatura. Le elezioni anticipate regionali , stabilisce sempre la norma dovranno svolgersi entro i successivi sessanta giorni.

Il Pd «a tutti i suoi livelli» lavorerà «già dalle prossime ore per ricomporre il quadro» della situazione ed «evitare l'interruzione di una amministrazione che ha visto realizzarsi importanti obiettivi e che riteniamo possa portare ancora frutti positivi», ha detto Andrea Orlando, portavoce del partito democratico. Mentre l’opposizione canta vittoria. Per il consigliere regionale di Forza Italia Mariano Contu le dimissioni di Soru dimostrano «il fallimento del governo e della politica del centrosinistra».

Comunque finisca, che si ricomponga o meno il quadro per il governo della Regione, Soru ha annunciato durante il suo intervento in Consiglio Regionale in cui ha annunciato le sue dimissioni «non sarà l'ultimo giorno della mia esperienza politica». «Ho servito con tutta l'onestà possibile di cui sono capace, mettendo al primo posto l'interesse dei sardi e credo - ha concluso - di servirlo anche oggi con la mia decisione».

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